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I MIEI ESERCIZI DI STILE. Macchine fotografiche d’epoca e ritratti di famiglia.

I MIEI ESERCIZI DI STILE. Macchine fotografiche d’epoca e ritratti di famiglia. È trascorso molto tempo da quando mi sono appassionata alla fotografia; mio padre era ancora vivo e, forse, con la perspicacia che lo contraddistingueva, aveva già iniziato, poco prima che gli inizi della mia passione germogliassero, ad acquistare alcune macchine fotografiche d’epoca in giro per i mercatini dell’usato tedeschi e ungheresi, in parte anche lui affascinato da questa arte, in parte perché forse sperava che il custodirle sarebbe stato per me un modo per rendere meno dolorosa la sua assenza. Quelle macchine appartenute chissà a chi, magari a qualche fotografo famoso (!), le ho portate sempre con me, trasloco dopo trasloco, appartamento, dopo appartamento, fino a che sono approdate nella libreria della mia nuova casa, simboli di un destino che già mi apparteneva. Solo io posso capire quanta poesia, quanti sogni, quanti ricordi, quanta speranza racchiudono. Per me valgono ta...
Come scegliere o non scegliere un fotografo. Attenzione al “furore creativo imperativo”! Riflessione semiseria, per evitare il fotografo sbagliato.    Testo e immagini di Michela Mazzorana,  © 2018   Sarà che di mostre in gioventù ne ho fatte diverse e le foto da scartare per preferire, quelle che in quel momento ritenevo le migliori mi provocavano un senso di Ingiustizia verso “le scartate”, le indegne di apparire davanti allo sguardo altrui nonostante fossero comunque “figlie” del mio ingegno. Ma anche tralasciando i sentimentalismi, quando un fotografo o pseudo tale, sceglie delle foto per una sua personale, ha il diritto, secondo me, di pubblicare il materiale che raccolto, nei mesi o negli anni, meglio rappresenta il suo pensiero. Pagando le opere che stamperà si può arrancare il sacro santo diritto di decidere ciò che è meglio scartare e ciò che preferibile rendere pubblico del suo archivio digitale. Ma andando oltre il lato economico, l’au...
Quando si riesce a mantenere  le aspettative... Clienti e fotografa soddisfatti! Riflessione e immagini di Michela Mazzorana M. lo incontro in attesa ad un ufficio, per caso dopo quasi due anni dal suo matrimonio, celebrato in una giornata di sole di metà settembre. Quel giorno è, per me, indimenticabile per due motivi: uno personale e uno dovuto all'incantevole  festa organizzata. Gli sposi raggianti, i fiori meravigliosi, la luce che filtrava dalle finestre della navata e regalava riflessi cangianti al pizzo della sposa, la commozione davanti agli anelli, la tenerezza dei loro abbracci, l’allegria degli invitati e lo scenario del castello arricchito dai fuochi serali degni di un re e di una regina facevano sentire terra e cielo meno lontani. M., sempre sorridente, mi chiede come va e inizia a raccontarmi, davanti a un paio di persone, di aver visto da poco un altro album matrimoniale fatto da un altro fotografo (ahimè!...
Storia visiva di un cartello Foto e testo  di Michela Mazzorana  Luglio 2018 Davanti all'immensità della natura, dunque, non siamo solamente piccoli, ma inadeguati: crediamo di aver capito, e invece non abbiamo capito; crediamo di essere al vertice della creazione, e ci comportiamo in maniera indegna persino della nostra parte animale. (...) L'uomo si crede superiore alla natura, perché sa costruire delle macchine che la sfruttano, la sporcano e la imbrigliano e perché, da pochi anni, ha spinto la sua audacia fino a manipolare le fonti stesse della vita; ma la realtà è che basta uscire in una notte d'estate nuvolosa e senza luna, lontano dalle luci e dai rumori degli uomini, per sentire chiaramente quanto la nostra presenza quaggiù sia solamente tollerata. Cit. Francesco Lamendola, 2009 Quel cartello l’ho trovato nell'ultimo  pezzo di terra arsa dal sole affacciato ad un mare così intenso da non poterlo più scordare.  L’ho i...
Conservare l’istinto primordiale dall’osservazione di Michela Mazzorana (fotografa)   1 agosto 2018   L’isol a , seppur indipendente, appariva una colonia inglese, tanto nei piatti a colazione trionfavano bacon e frittate. La visuale di tanti grassi saturi non ingannava nessuno. Le splendide bimbe bionde si trasformavano, in percentuale assai importante, in poco tempo, in bomboloni. Le altre, quelle apparentemente sane avevano sicuramente la cirrosi epatica tanto odoravano e adoravano il gin. Tuttavia, fra tanta abbondanza, nel resort, qualche perla, giovane e astemia risplendeva, per rallegrare gli occhi dei turisti, soprattutto dei ragazzini, che se non è cambiato l’istinto di riproduzione della specie, dovrebbe essere sensibile a tale visione e  cercare in tutti i modi di approcciare qualche esemplare. Il primo contatto dovrebbe essere, salvo cambiamenti, oculare, d'altronde anche l'occhio vuole la sua parte, ci hanno ben insegnato : p...
VILLAGGIO DEGLI GNOMI AD ASIAGO              Foto  con lo Smartphone per non disturbare gli gnomi.  Alla fine,  devo ammetterlo,  anche qualche scatto con l’iPhone ha i suoi vantaggi!!! Leggero e poco ingombrante per le salite in montagna, lo usa anche il mio bimbo per scattare i suoi primi selfie con la sua famiglia in posti incantevoli, e sopratutto per non disturbare gli gnomi che stanno riposando in questo affascinante villaggio sul altopiano di Asiago dove le creature del bosco si chiamano Bollicino,  Curiosone,  Mirtillo  e insegnano un sacco di cose ai bambini curiosi e rispettosi della natura.  Da visitare perché gli gnomi e i troll, in fondo, esistono davvero!        Provare per credere.  #villaggiodeglignomi #albergodabarba #asiago  # asiago estate2018
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